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33° CONCORSO DI PITTURA CITTA' DI CORSICO
9 SETTEMBRE 2007
1° CLASSIFICATO

Una grande soddisfazione! Un riconoscimento unanime della critica e della giuria popolare che si era verificato poche volte nei 32 anni precedenti. Venduto immediatamente... il che, per un artista, è il massimo riconscimento! Poi, qualche tempo dopo, ho trovato il mio quadro pubblicato su un sito dove qualcuno l'aveva usato per illustrare un racconto di vita vissuta, una storia frequente sulla divisione di un'eredità:

IL PAIOLO DEI NONNI

Da una decina di fratelli e sorelle erano nati decine di nipoti e pronipoti.  Ormai non si vedevano più da anni e anni però quel giorno c'erano tutti: era venuto il momento di dividere l'eredità dei nonni.
Solo quattro o cinque erano passati dal cimitero a portare un fiore ma adesso erano nel cortile della vecchia cascina in attesa del notaio.
Tutti preparatissimi! Valori immobiliari, rendite catastali, alberi genealogici...tutto il necessario per capire quanto sarebbe toccato a ciascuno. Poca roba... una piccola cascina, rimasta a ridosso del centro storico, circondata da villette e palazzine di recente costruzione.
Qualche terreno agricolo fuori paese e poi, il pezzo forte, un appezzamento di terreno, adiacente alla cascina, diventato area edificabile. La vecchia casa non interessava a nessuno, interessavano solo i quattrini. Un impresario edile del paese vide l'affare e fece un'offerta interessante. In quattro e quattrotto la somma venne accettata, scremata delle spese di successione e divisa fra gli eredi.
Rapidamente intascarono e sparirono, per non rivedersi mai più. Io rimasi sola nel cortile vuoto immersa nei ricordi: in quella casa c'ero nata e ci avevo vissuto gli anni spensierati della mia infanzia.
Così chiesi al nuovo proprietario di poter dare un'ultima occhiata prima che iniziasse il lavori di ristrutturazione. La casa era stata svuotata quasi del tutto ma, stranamente, nel camino era ancora appeso il vecchio paiolo dei nonni.
Vedendolo mi tornarono in mente, come in un vecchio film, le serate passate a guardare il nonno che rimestava la polenta. Oppure la nonna che preparava le caldarroste. E tante serate passate ad ascoltare storie inverosimili di draghi, streghe e fantasmi che ci facevano rabbrividire. E in un attimo decisi che quel vecchio paiolo doveva essere mio. A qualsiasi costo!
Dissi al Beppe – l'impresario – che volevo comprarlo ma di non esagerare sul prezzo. “Te lo regalo!” disse lui ”ma ad una condizione: devi dipingermi un quadro col paiolo!” Il vecchio marpione! Un quadro in cambio di 2/3 Kg di rame? Ma lui sapeva che non avrei discusso sul prezzo esoso... il vecchio Beppe conosce i suoi polli!
E così, una settimana dopo, gli portai il “suo” quadro e portai via il “mio” paiolo. Adesso, ripulito, lucidato e pieno di fiori sta in angolo del salone.
A volte, quando sono sola, tolgo i fiori e lo guardo. Rivedo la nonna che lo lucidava alla fontana del cortile e, per qualche attimo, mi sento ancora bambina.

Ogni riferimento a persone, fatti, luoghi o avvenimenti è puramente casuale....